L’Aprilia si è buttata sul segmento delle supermotard bicilindriche con la Dorsoduro 750. E’ gia da un po’ che è arrivata sul mercato e ora se la deve vedere con la Ducati Hypermotard 796, altra moto italiana di grande fascino sul pubblico. Ma la 750 di Noale non ha nulla da temere. E’ moderna, ha un bellissimo design e può contare su una facilità ed un divertimento di guida che mettono a proprio agio e ne fanno innamorare chi la guida.
Adesso l’Aprilia ha pensato di intervenire con il “trattamento” factory anche sulla Dorsoduro. Questo allestimento è finalizzato a migliorare le doti di guida sportiva del modello su cui viene applicato, oltre a darne un’estetica più aggressiva e da pista. Quasi sempre le medie e grosse cilindrate di casa Aprilia beneficiano di questa versione, è stato il caso di RSV4, Pegaso e Tuono.
Il motore bicilindrico da 750cc e 92 cv a 8.750 giri/min è rimasto invariato, così come l’innovativo acceleratore ride by wire e le tre mappature selezionabili. A cambiare sono numerose altre parti: le sospensioni sono Sachs, e più precisamente forcella da 43 mm e monoammortizzatore posteriore (con serbatoio separato) completamente regolabili, quindi sia nel precarico delle molle che nella frenatura idraulica in estensione e compressione. E’ quindi possibile cucirsi addosso una messa a punto ideale per le proprie esigenze. I dischi freno anteriori rimangono i bellissimi wave da 320mm, ma ora morsi da pinze a quattro pistoncini per aumentarne l’efficacia. Le tubazioni dei freni sono quelle aeronautiche in treccia metallica. Il manubrio è biconico in alluminio e la frizione vanta il comando idraulico. L’ABS è stato bandito per lasciar libero il pilota di esprimersi in frenata senza l’intervento di assistenze automatiche. Esternamente si notano convogliatori, copri blocchetto accensione e parafango anteriore in leggera fibra di carbonio, che ne incattiviscono il look.
Lo splendido telaio vede ora la parte in alluminio (zona pedane) verniciata di nero, mentre la parte in traliccio di tubi d’acciaio è rossa. Le paratie anticalore poste sui silenziatori di scarico e i cerchi vengono anch’essi tinti di nero. Le scelte cromatiche fatte sulla versione Factory mettono forse un po’ in ombra la bellezza ed armonia della Dorsoduro originale, ad eccezione delle parti in carbonio nudo che non stonano affatto. Ma questa scelta è servita a dare un look più sportivo e cattivo ad una moto dalle notevoli qualità di guida, ideale per essere portata in pista.
Il risultato dovrebbe essere una moto facile per i meno esperti e contemporaneamente ricca di potenziale per chi lo sa sfruttare, ma più orientata a questi ultimi, efficace e personalizzabile.

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