
Fino ai primi anni ’90 erano diffusissime le moto 125 a due tempi, poi nell’arco di qualche anno sono diventate sempre più rare. Le normative antinquinamento, il divieto per i sedicenni di guidare moto oltre gli 11kw e altre circostanze hanno ridotto moltissimo le vendite ed allontanato le case costruttrici. Alcune, come Aprilia e Cagiva, sono invece rimaste sul campo.
La casa di Noale non ha mai smesso di credere nella RS 125, rinnovandola nel corso degli anni. Il nuovo modello risale al 2006 ed è poi stato aggiornato annualmente.
Si tratta di una moto profondamente legata al mondo delle corse, infatti Aprilia corre da una ventina d’anni nel motomondiale e questa moto è la protagonista di un campionato che serve a scoprire nuovi talenti. Nella progettazione della RS 125 si è certamente pensato all’uso stradale che ne viene fatto, ma da il meglio di se una volta portata in circuito.
In effetti si tratta di una supersportiva “seria” e diversa dalle stradali 125 giapponesi dalle caratteristiche estetiche e di guida insoddisfacenti.
Tutta nuova
La nuova versione ha mantenuto telaio, forcellone e poco altro della vecchia versione, mentre il motore è stato aggiornato alle normative antinquinamento €3 ed ha adottato il carburatore Dell’Orto a controllo elettronico. Tutta nuova è l’estetica, che ha abbandonato le linee tonde della precedente versione in favore di una moto snella, compatta e con una carenatura attillata. E’ evidente l’analogia con il design della RSV1000 e l’aggiornamento alle soluzioni tecniche e stilistiche più moderne. Non mancano particolari come le frecce a LED, il doppio faro anteriore o la coda snella e compatta. Ne risulta una moto bellissima.
Motore e ciclistica
Il monocilindrico 125cc a 2 tempi è limitato entro gli 11kw di potenza massima per consentirne la guida ai sedicenni, ma è possibile riportarla in versione “full power” per l’uso in circuito. Trasformazione che richiede qualche intervento e la sostituzione di alcuni componenti, ma che permette di apprezzare appieno le splendide qualità motoristiche e ciclistiche della RS.
La versione originale è dotata di contralbero antivibrazioni e carburatore a controllo elettronico (minori emissioni e consumi) mentre su quella ripotenziata a 30cv troveremo la valvola allo scarico.
Il telaio ed il forcellone a bracci assimmetrici sono in alluminio lucidato. Le sospensioni anteriori a steli rovesciati da 40 mm di diametro con piedini forgiati e il monoammortizzatore posteriore agganciato a leveraggi progressivi sono abbinati a ruote anch’esse di prim’ordine: gomme Dunlop GPR 70 SP, 110/70 R17 54H all’anteriore e 150/60 R17 66H al posteriore montate su cerchi in lega di alluminio con design uguale a quelli dell’Aprilia RSV4 1000. L’impianto frenante vanta un disco da 320mm e pinza a 4 pistoncini all’anteriore mentre sono 220mm e 2 pistoncini al posteriore. I tubi sono in treccia metallica, una soluzione di derivazione aeronautica che annulla le perdite per pompaggio quando si insiste sulla frenata. La moto pesa soltanto 126 kg a vuoto.
Una volta in sella si può ammirare la piastra di sterzo forgiata e i coperchi forcella anodizzati. Il quadro strumenti è analogico/digitale con contagiri a lancetta e velocità indicata da un numero sul display, una soluzione molto bella. E’ presente il cronometro per registrare i tempi sul giro.
Trattandosi di una sportiva stradale la posizione di guida è caricata in avanti e ci fa distendere sul serbatoio con il peso del corpo che verte sulle manopole. Ma vista la scomodità tipica delle supersportive di ogni cilindrata, questa 125 è invece da considerarsi ben abitabile, anche per chi è alto. Si rivela accogliente ed ergonomica, quindi adatta all’uso quotidiano che ne fa un ragazzo di sedici anni. L’avviamento elettrico fa partire il motore e possiamo sentire il bellissimo suono del due tempi, aggressivo e brillante.
Alla guida l’RS è agilissima e veloce nei cambi di direzione ma si rivela allo stesso tempo stabile ed equilibrata. Il motore è vuoto ai bassi, ma prende sostanza con il salire di giri e può essere ben sfruttato grazie al cambio a sei marce. La fase di frenata è potente e stabile, ma proprio per via della sua efficacia, il comando si rivela reattivo e improvviso, quindi occorre un po’ di pratica e prudenza nell’uso.
Tirando le somme
L’Aprilia RS è una 125 dal design ineguagliabile, bellissima, trasmette passione ed ha un equilibrio estetico ed una bellezza di tutte le sue parti notevole. Non è da meno il sound di scarico. L’impegno, l’esperienza e la passione di Aprilia nel realizzare moto si uniscono a soluzioni tecniche validissime ed a buoni materiali utilizzati. E’ una moto di cilindrata e prestazioni ridotte, ideale per iniziare con le vere moto, ma vi assicuriamo che si rifà molto alle supersportive di cilindrata superiore. Purtroppo il prezzo di 5.500 € è alto ma va confrontato alla concorrenza e viene giustificato dai contenuti, dal design e dalle qualità di guida. Nel complesso non c’è una moto 125, ad eccezione forse della Cagiva Mito, che riesca anche solo ad avvicinarsi alla RS. L’unica vera nota negativa rimane il costo.

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