
Presentata oggi a Maranello in diretta Web e televisiva la nuova Ferrari di F1 che il 14 marzo prenderà il via nel campionato 2010. Il progetto interno denominato 661 è stato poi battezzato F10. Le aspettative per questa monoposto sono altissime vista la deludente stagione 2009. I piloti ufficiali Felipe Massa, Fernando Alonso, insieme ai collaudatori Marc Genè, Luca Badoer, e il terzo pilota Giancarlo Fisichella hanno tolto il telo rosso e svelato la nuova livrea della vettura. Sono saltati subito all’occhio gli alettoni bianchi con il nuovo sponsor Banco Santander, muso molto alto ed appuntito e ovviamente le fiancate più larghe e cofano motore di dimensioni generose per ospitare il serbatoio raddoppiato per il divieto di rifornire. Sono stati rivisitati tutti i settori della monoposto, tra i quali la riprogettazione della scatola cambio con serbatoio olio integrato, la sospensione posteriore e gli attacchi motore; all’anteriore il muso è stato alzato e scavato nella parte centrale per ottimizzare i flussi dell’aria; ridisegnata la sospensione anteriore per lavorare in sinergia con le gomme che quest’anno saranno più strette di 30 mm per regolamento; la lunghezza è aumentata di 15 cm sempre per ospitare il serbatoio ma anche per utilizzare radiatori stretti e lunghi; modificati gli scarichi che sembrano più corti; non ultimo il diffusore posteriore interamente ridisegnato e oppurtunamente nascosto. Anche l’impianto frenate è stato potenziato dalla Brembo per frenare la vettura che è stata portata a 620 kg di peso minimo e il carburante a bordo che nelle fasi iniziali peserà circa 180 kg. A questo proposito i tecnici della Shell e quelli di Maranello hanno lavorato duramente per diminuire i consumi e ottimizzare le prestazioni del motore “congelato” in base alle normative vigenti. Altri interventi hanno riguardato i dadi ruota per aumentare la sicurezza nel rilascio vettura dai box. Ora attendiamo il debutto in pista che era previsto per oggi o domani tempo permettendo ma che probabilmente slitterà ai primi test collettivi sperando che l’arma di Maranello sia davvero vincente.


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